Hobby Allevamento Canarini & Cardellini di Gianni e Enzo

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Insetti parassiti dei prodotti agricoli per alimenti umani e ornitologici

 

Con questa pagina dedicato agli insetti parasssiti, voglio portare a conoscenza di tutti gli allevatori colleghi, la mia esperienza a riguardo maturato in questi anni dedicati alla produzione di girasole e altro.

Sono riusito a produrre un girasole nero per fringillidi di ottima qualità evitando di utilizzare pesticidi e altro per la sua conservazione in modo da ottenere un seme sano e soprattutto esente da residui tossici capaci di creare danni irreversibili per i nostri amati beniamini alati.

Tutto ciò ovviamente, comporta una accurata gestione per la conservazione degli stessi in posti protetti da animali e insetti che se ne nutrono.

Non è cosa facile se non si è in possesso di locali adatti e fatti in modo da non lasciare il loro ingresso.

Spesso sento lamentele da parte di colleghi allevatori nei confronti di questi insetti presenti nei misti e con preoccupazioni seri per la salute dei loro uccelli.

Come già spiegato sopra, in questi anni di prove e studi sui semi, mi sono imbattuto anche con questi parassiti cercando di capire le conseguenze che recano ai semi.

Ho condotto più esperimenti di pulizia degli stessi dopo la loro infestazione cercando di capire quali danni potessero recare ai semi salvati e setacciati.

I test di qualità dei semi li ho fatti sempre con i cardellini visto che sono uccelli più delicati e difficili da tenerli in vita.

Tutti i semi purificati da residui lasciati dai parassiti e larve dopo averli setacciati, li ho somministrati ai cardellini e con sommo piacere vi dico che non hanno mai dato cenni di malessere dopo essersene cibati.

Il mio consiglio è quello di cercare comunque di non far entrare in allevamento questi insetti con dovute accortezze (e vi assicuro che è cosa ardua) ma nello stesso tempo se aviene, non preoccupatevi perchè non creano danni se non quello di impaccare i semi.

Secondo il mio modesto parere, la loro presenza andrebbe valutata positivamente perchè è sinonimo di seme fresco e senza antiparassitari!!

Dopo queste quattro righe in cui ho messo a disposizione la mia esperienza a riguardo, ho fatto delle ricerche sulla tignola e il coleottero presunti assassini con la loro foto a seguito in modo da riconoscerli.

Mi auguro di aver fatto cosa gradita a tutti e scongiurato ogni malessere fisico e psichico a tutti gli allevatori che con dedizione e passione conducono i loro aviari.

..............................................Classificazione e piante ospiti

 

.........................................Vera tignola del grano


Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Sottordine: Eteroneuri
Famiglia: Gelechidi
Genere: Sitotroga
Specie: S. cerealella Oliv.
Piante ospiti: Cariossidi di Frumento, Mais, ed altri Cereali (in magazzino ed in campo).
Identificazione e danno.
La Sitotroga cerealella è una piccola farfalla, di 15 mm circa di apertura alare; le ali sono strette e lungamente frangiate, con livrea giallastra a puntini o striature brunastre.
Le larve che sono bianco-rosate con il capo marroncino hanno zampe e pseudozampe brevi; sono lunghe circa 5-6 mm.
Il danno si manifesta sulle cariossidi ed è determinato dall'azione trofica delle larve; queste penetrano nelle cariossidi svuotandole ed inoltre deteriorano le derrate con gli escrementi e le esuvie. Si ricorda inoltre la specie Tinea (= Nemapogon) granella di 10-15 mm di apertura alare, con ali anteriori color grigio-ocra fuligineo, le cui larve vivono a spese di semi, farine, frutta secca ed altri alimenti conservati.
E’ frequente nell'Italia centro-settentrionale dove compie da 2 a 4 generazioni.
Ciclo biologico
La Sitotroga cerealella sverna allo stadio di larva, dentro alle cariossidi.
In primavera sfarfallano gli adulti (1° volo) che depongono le uova, in piccoli gruppi:
- sulle cariossidi, in magazzino;
- sulle spighe, in campo.
La larva neonata penetra immediatamente nella cariosside (una larva per chicco) e si nutre all'interno; raggiunta la maturità, circa un mese dopo l'ingresso nella cariosside, prepara il foro di uscita, senza tuttavia forarne il tegumento e si impupa. Gli adulti di 2a generazione sfarfallano all'inizio dell'estate; da questi adulti si ha una nuova ovideposizione che viene effettuata in magazzino.
Infatti la raccolta del grano è già avvenuta.
Il numero delle generazioni è variabile a seconda delle condizioni ambientali; nei nostri ambienti si possono avere anche 5 generazioni, di cui una in campo e le altre in magazzino.


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.........................................................Esperienza personale su questa farfalla.


Questo insetto è la causa di disperazione di ogni allevatore quando si ravvede in allevamento. Nel periodo estivo in ogni allevamento è presente riproducendosi e nutrendosi di semi secchi di vario tipo.
La larva quando nasce crea dei filamenti simili a quelli dei ragni con cui unisce i semi creandosi un rifugio. Nel passato quando trovavo questi insetti nei semi per timore della loro tossicità li buttavo.

Oggi dopo quattro anni di esperienza acquisito con la produzione del girasole, ho capito che questo insetto non è così dannoso come si dice se non fosse per quel cumulo di semi causato dai suoi filamenti.
Questi cumuli danno problemi solo a chi usa le mangiatoie a tramoggia causando l’ostruzione della fuoriuscita dei semi.
Quando si ravvede la presenza di questi cumuli, basta pulirli tramite un setaccio facendo una leggera pressione con la mano e tutto torna normale e i semi si possono somministrare senza alcun problema.
Ovviamente se si hanno dei contenitori contaminati per molto tempo senza provvedere alla setacciatura, si rischia di perdere l’integrità del seme per via dei danni causati dalle larve di cui si nutrono.
Questa larva a differenza del coleottero ha una voracità più blanda per cui i danni sono più contenuti.
Per avere una conservazione dei semi il più possibile è consigliato la conservazione nei contenitori chiusi e in luoghi asciutti e freschi.
A mio avviso la presenza di questo insetto e sinonimo di semi non trattati con antiparassitari e di ottima qualità!

 

.........................................Cappuccino del grano

 

Classe: Insetti
Ordine: Coleotteri
Sottordine: Polifagi
Famiglia: Bostrichidi
Genere: Rhizopertha
Specie: R dominica L.
Piante ospiti: Cariossidi di vari cereali, Farina, Pasta alimentare, Semi di leguminose.

Identificazione e danno.
La Rhizopertha è un Coleottero originario dei Paesi tropicali e subtropicali che è stato introdotto, in Italia, nel 1938.
L'adulto è un piccolo Coleottero (circa 2-3 mm di lunghezza) di colore bruno-rossiccio, con antenne e zampe tendenti al giallo. II capo è nascosto dal pronoto ampio, convesso e rugoso; le elitre sono percorse da punteggiature in strie longitudinali.
La larva (circa 2,5-3 mm di lunghezza) è oligopoda; si presenta biancastra e convessa, con il capo brunastro.
Il danno è determinato dalle larve e dagli adulti che attaccano le cariossidi dei cereali, svuotandole, i loro derivati e le farine. Gli adulti in particolare sono molto longevi e possono attaccare anche le strutture legnose eventualmente presenti nei magazzini (comprese le stive delle navi) causandovi gravi danni oltre che ricavare nicchie entro cui proteggersi.
Ciclo biologico
Le femmine di questo Coleottero possono deporre, nell'arco di alcune settimane, anche 500 uova; queste vengono poste all'esterno delle cariossidi. Le larve fuoriuscite scavano le cariossidi evi penetrano,
nutrendosi dell'amido del seme fino alla maturità, quando si impupano; in uno stesso seme vi possono essere anche più larve.
Il ciclo di sviluppo, a temperature elevate, si compie in un mese circa; generalmente, nelle condizioni dei nostri ambienti, occorrono circa 2 o 3 mesi per completare il ciclo. In Italia normalmente avvengono tre generazioni.

 

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...................................................Esperienze personali su questo coleottero.

 

A differenza della tignola ( farfalla ) questo coleottero se riesce a raggiungere i semi, grazie alla sua voracità, riesce a divorarli in breve tempo rendendoli irrecuperabili.
Appena ravvisato questo insetto e si vuole conoscere l’entità dei danni, basta infilare la mano nel sacco o secchio che li conserva il più affondo possibile e prelevare un campione degli stessi e se notate la presenza di farina in quantità eccessiva (risultato dei semi divorati), vi consiglio di disfarvi di tutto.
Nel caso contrario se non ravvisate nessuna presenza di sfarinato o minima, potete tramite un setaccio ripulire i semi dai coleotteri e sostituire il contenitore e somministrarli senza problemi ( cercando di consumarlo il più presto possibile) avendo cura di una ispezione frequente in moda da tenerli sotto controllo.
E’ ovvio che nei periodi caldi i semi che si acquistano vanno conservati chiusi e al fresco con la speranza che questi parassiti non facciano irruzione.
Nonostante i danni che creano, la presenza di questi insetti a mio avviso è indice di semi non trattati con antiparassitari quindi di ottima qualità.
E’ meglio perdere qualche seme dovuto a questi insetti che somministrare semi lucidi e impregnati di antiparassitari che durano a lungo e intossicano i nostri beniamini!

Dopo questo breve accenno su questi insetti, ho voluto inserire delle foto che illustrano il sistema di recupero dei semi invaso da questi parassiti con un semplice settaccio artigianale ma pratico con risultati ragguardevoli!


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.........Sacco di girasole con presenza dalla tignola e larve.............................................Grumo di girasole causata dai filamenti della larva

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.....................................Larve di tignola..........................................................................Metodo di pulizia tramite un setaccio artigianale